È notizia di ieri una assurda originale sentenza della Corte di Cassazione che ha annullato la reintegrazione nel posto di lavoro di un’infermiera di Monza, rea di aver sparlato dell’azienda in cui lavorava.
Secondo la sentenza della Suprema Corte è venuto meno l’obbligo di fedeltà del dipendente nei confronti dell’azienda, le cause che hanno portato al licenziamento sono state le espressioni offensive usate nei confronti dei colleghi, definiti incapaci e poco professionali e la divulgazione di presunte scorrettezze commesse dalla struttura ospedaliera.
Quindi, se non ho capito male, se nella mia azienda ci fosse qualcuno che compiesse azioni illegali o scorrette, e io ne fossi a conoscenza, dovrei stare zitto per non perdere il mio posto di lavoro?
Credo che da altre parti questa si chiami omertà

In effetti notizia preoccupante.. anche se devo dire che da quello che ho capito al momento la sentenza ha contestato alla signora delle reiterate offese personali al datore di lavoro e ai colleghi, senza che ci fosse un’effettiva ragione.. in pratica più che evidenziare illeciti aziendali si limitava a diffamare il datore di lavoro in pubblico…
Resta comunque un precedente pericoloso, se iniziamo a toccare la libertà di espressione.
Naturalmente il mio datore di lavoro è bravissimo, simpaticissimo e correttissimo :-D
Link repubblica
Cito:
Ok che sono reiterate … ma è pur sempre una grave limitazione al diritto di critica.
qualcuno sa dove poter reperire il testo della sentenza?
Eccola.. pillole di cultura :-) (spero che il link funzioni), cmq è riportata sul sito del sole24ore.
http://www.ilsole24ore.com/art.....?cmd%3Dart
Purtroppo non riesco a trovarla, ho trovato questo articolo del Sole che mi sembra più preciso.
Ad ogni modo la sentenza è la n.19232 … attendiamo.
Al di là della opinabilità o meno della sentenza, mi pare che subisca il licenziamento solo chi parla male della propria azienda direttamente, ledendone l’immagine e non chi ascolta qualcuno parlarne male e poi vada a fare la spia. Se ti riferisci al fatto di “non essere fedele all’azienda” quando parli di omertà, il discorso potrebbe essere ribaltato: non saresti fedele se non denunciassi il collega che ne parla male… Insomma, è come al solito una cosa liberamente interpretabile dal giudice, secondo me. Il fatto grave è che questo costituisce un precedente…
Ocio…
http://punto-informatico.it/p.aspx?i=2072025