
Maleducazione, mancanza di rispetto, villania, aspetti negativi spesso affiancati e associati alle nuove generazioni, il più delle volte con cognizione di causa.
Che i giovani, soprattutto se “alternativi“, non siano degli educandi, dei maestri in bon ton, dei profondi conoscitori del galateo è dato per scontato, come è dato per scontato che una persona “adulta“, magari madre, sia educata e rispettosa verso il “prossimo”.
Bei luoghi comuni che prontamente vengono ribaltati dalla realtà dei fatti.
Ore 17:35
Campagne di Pioltello,
Treno regionale per Brescia.
Il treno si ferma a Milano Lambrate e imbarca il suo carico eterogeneo di persone, assalto alla diligenza per accaparrarsi i pochi posti a “sedere”, pochi minuti di viavai e la situazione si normalizza.
Il treno parte, siamo in orario e il maestro non sà ancora che dovrà imporre le mani … ma questa è un’altra storia.
Cinque minuti di viaggio e il locomotore rallenta, si ferma, siamo a cospetto della immensa, sterminata, bucolica campagna milanese.
Una ragazza si avvicina, passo sicuro, pantalone a vita bassa, panza de fora, piercing in vicinanza dell’angolo della bocca, capello dreadgiato, espressione da dura, un po’ sfrontata, tipico della giovane milanese frikkettona di periferia, sembra proprio un’amica del bonghista, dentro di me spero che non venga a raccontarmi di Fangren e del groviglio.
Ci passa, entra in bagno ed esce dopo una decina di minuti, non è che ci interessi cosa abbia fatto in questo tempo, ma quando apre la porta viene tradita dal puzzo inconfondibile … l’odore del fumo non si nasconde facilmente.
Apre la porta e rimane per qualche secondo con la mano sulla maniglia, con un espressione un po’ persa, un po’ svanita …
AD:> Chiudi almeno la porta!
La voce chioccia, fastidiosa, arrogante che si leva da dietro il mio posto è di una signora magra, sui 50 anni, capelli corti brizzolati, atteggiamento da maestrina dell’asilo.
La bonghista ancora un attimo stordita, persa nei propri pensieri, si rianima, si sveglia, la guarda, la fissa e mentre chiude la porta risponde con il suo accento milanese da periferia
BN:> Signora, quanta fretta, stavo per chiuderla.
Probabilmente non è la risposta che la maestrina arteriosclerotica si aspetta, o più probabilmente cercava un pretesto per litigare.
Dieci secondi e s’inizia: l’educatrice parte con una serie di rimbrotti e lamentele rivolte alla bonghista che, agilmente, lascia scivolare via e senza dare troppo peso alla cosa inizia ad allontanarsi.
La maestrina si sente ferita per essere stata ignorata ed barbuglia un Fuck you up.
Silenzio … credo che non stesse cantando la canzone dei Korn Wake up hate o citando la famosa poesia di Philip Larkin e non lo pensa nemmeno la bonghista che si ferma, si gira, torna indietro, la guarda in cagnesco e le chiede di ripete, subito in risposta si sente un altro Fuck you up.
La giovine con la panza di fuori si altera, iniza a ribollirle il sangue ma rimane compita nessuna parola offensiva, nessun epiteto, ma la vecchia volpe sà che è ad un passo dall’esplodere, ancora due paroline messe bene e booom
Detto, fatto, la bonghista si incazza, inizia a sbraitare, partono due o tre offese personali e se poi se ne va.
La maestrina è tronfia, contenta, soddistatta ed inizia a cercare consensi tra i presenti, nessuno la degna del minimo sguardo, nessuno è solidale con lei, tutti sono a favore della rappresentante del popolo degli alternativi che le ha dato una lezione di stile, almeno finchè i nervi hanno retto.
Brava bonghista, brava … per te il mio personale plauso.
Ci fosse stato IL bongista… L’avrebbe probabilmente sfinita a colpi di lessico. O così almeno credo, io per fortuna non c’ero :)
La finiva a colpi di mazza e di Vìsara :)
Se c’era anche il bonghista sarebbe stata la fine… e la vecchia infame avrebbe dispensato facchiuap a destra e a raffica per tutto il viaggio :)
X me sarebbe arrivata anche con un più esoterico facchiudaun ;)